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sabato 13 novembre 2010

iTunes di provincia

Nella sua rubrica Dekoder, Dipollina ha parlato ieri della Apple Tv e della possibilità di noleggiare film su iTunes. "Un giorno o l’altro", ha scritto, "sarebbe il caso di creare un mercato vero, mettendo a disposizione tutti quei film che escono al cinema solo nelle grandi città e poi spariscono, che in provincia non arrivano e in tv nemmeno o quasi, compresa la produzione italiana indipendente. Quello sarà un bel giorno". Già, sarebbe proprio un bel giorno: peccato però che non arriverà mai, perché le persone che avrebbero soldi e interessi per allestire un servizio del genere, sono gli stessi che hanno soldi e interessi per produrre film con budget milionari e se ne fottono della produzione indipendente o dell'elevazione culturale del pubblico di provincia e di quello televisivo (che poi, forse, sono la stessa cosa). Lo si diceva anche dieci anni fa, quando cominciarono ad arrivare le multisale: sarà un risorsa per il cinema, dicevano gli esercenti in malafede, ci saranno più sale e dunque più proposta. Sto cazzo, cari esercenti in malafede. In una provincia come la mia, nelle multisale che costeggiano i campi piatti e le strade diritte, non passa più nulla, solo robaccia americana o, peggio, italiana: di tutti i film di cui ho parlato ultimamente - Post mortem, Uomini di dio, The Social Network, Noi credevamo, L'illusionista, Potiche e pure il bellissimo Animal Kingdom, di cui parlo domani e che è davvero un filmone potente e implacabile - nessuno è passato e nessuno sta passando. Mi chiedo solo se poi a qualcuno interessi davvero che arrivi quel bel giorno auspicato da Dipollina: non è che forse lo sperano solo quelli che vivono in città e che dunque non ne avrebbero poi così bisogno?

domenica 5 settembre 2010

Venezia 67 - Risate da pelle d'oca

Potiche, si diceva. Dunque: il film è una commedia che fa ridere, per cui si può dire centri pienamente l'obiettivo. La questione che mi mette la pulce del sospetto, però, è proprio il perché faccia così ridere. O meglio, il perché il pubblico (io compreso, s'intende) accetti di ridere. E allora la cosa diventa interessante. Perché Potiche è una commedia vintage ambientata negli anni 70 e girata con lo stile del cinema commerciale francese del tempo: c'è tutto quello che ci si aspetta di vedere, dallo split screen alla musica swing leggera leggera, dai colori sgargianti ai primissimi piani totalmente stranianti, dalle acconciature ai costumi. Tutto. C'è come una patina, una confezione che fa credere prima al dispositivo e poi alle battute: si ride perché c'è la cornice kitch e camp, che fa passare battute intelligenti e battute idiote come parte di un sistema più ampio. La risata, insomma, è un po' imbastardita, nasce da un sospetto, dalla malfidenza e dalla sospensione del dubbio di fronte alla natura delle immagini.