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domenica 5 settembre 2010

Venezia 67 - Risate da pelle d'oca

Potiche, si diceva. Dunque: il film è una commedia che fa ridere, per cui si può dire centri pienamente l'obiettivo. La questione che mi mette la pulce del sospetto, però, è proprio il perché faccia così ridere. O meglio, il perché il pubblico (io compreso, s'intende) accetti di ridere. E allora la cosa diventa interessante. Perché Potiche è una commedia vintage ambientata negli anni 70 e girata con lo stile del cinema commerciale francese del tempo: c'è tutto quello che ci si aspetta di vedere, dallo split screen alla musica swing leggera leggera, dai colori sgargianti ai primissimi piani totalmente stranianti, dalle acconciature ai costumi. Tutto. C'è come una patina, una confezione che fa credere prima al dispositivo e poi alle battute: si ride perché c'è la cornice kitch e camp, che fa passare battute intelligenti e battute idiote come parte di un sistema più ampio. La risata, insomma, è un po' imbastardita, nasce da un sospetto, dalla malfidenza e dalla sospensione del dubbio di fronte alla natura delle immagini.