Visualizzazione post con etichetta Bjork. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bjork. Mostra tutti i post
mercoledì 28 settembre 2011
Un affare di donne
Il 3 ottobre prossimo uscirà Metals, il quinto album della cantautrice canadese Leslie Feist, abbastanza famosa per essere una del circuito indie e da me conosciuta quando ho ascoltao questa stupenda canzone, in origine scritta e cantata da Vashti Bunyan. Feist ha una voce soul ma in qualche modo soffice, capace di giocare su toni leggeri e scherzosi, con echi nemmeno troppo lontani di musica latino americana, come in questo caso, o di asciugare fino all'essenza l'emozione e la struttura dei suoi pezzi con vaghe reminscenze jazz. Con Metals, però, che ho ascoltato oggi in streaming a questo indirizzo, sembra aver aggiunto qualcosa alla sua musica (o magari tolto: lo si capirà meglio dopo qualche ascolto), raggiungendo una dimensione pop più accattivante e in grado di riempire maggiormente il suono delle sue canzoni. Sembra insomma che Feist non si sia accontata della propria voce e abbia cercato di puntellarla e appesantirla, magari sperando di liberarla dal minimalismo introspettivo dell'indie in favore di qualcosa di maggior respiro. L'album è bello e piacevole, ma sembra soffrire di ciò che di superfluo ha dentro. Tutto il contrario di quello che fa Bjork con Biophilia, che prosegue lungo la strada della scarnificazione per puntare dritto all'essenza della sua musica (o della musica in generale): un'operazione che viene dal precedente e inascoltabile Volta, per cui uno può legittimamente pensare cheduecoglionistaroba: ma dopo qualche ascolto il gioco comincia a funzionare lasciando tracce profonde e un senso di ipnosi che stordisce e cattura.
martedì 26 luglio 2011
Un po' di cose
Torno dopo qualche giorno d'assenza per segnalare i venti piacevoli minuti in cui - guarda caso - Sufjan Stevens è stato ospite di WNYC e ha parlato un po' del suo lavoro, eseguendo poi dal vivo Heilroom da All Delighted People e Futile Devices e la parte finale di Impossible Soul da The Age of Adz. Insieme con lui, le due coriste del tour e Bryce Dressner dei National (che suonava con lui già ai tempi di Illinoise). La trasmissione si può ascoltare interamente qui, mente qui si può vedere il video dell'esecuzione di Impossible Soul ("boy... we made such a mess togetheeeeeeer"), dove Sufjan è conciato al solito come un cretino. Tra le cose musicali della giornata, poi, il sito Soundcloud ha messo in streaming un nuovo pezzo dei The Pains of Being Pure at Hearts, dal titolo Tomorrow Dies Today, mentre Pitchfork ha messo on line il video di Crystalline di Bjork, naturalmente diretto da Michel Gondry, tanto per non smentirsi sul fighettume del tutto (ma anche sulla bellezza).
martedì 28 giugno 2011
Crystalline
A quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo album, Volta, Björk sta finalmente tornando con un nuovo lavoro che si presenta come qualcosa di compiuto e non il solito cazzeggio mediatico in collaborazione con Matthew Barney che ha contraddistinto gli ultimi anni della sua carriera. A riprova del fatto che l'imminente Biophilia dovrebbe essere roba ispirata, al di là della definizione di "album/multi-media project" e di puttanate del tipo che a ogni traccia corrisponderà un'applicazione per iPad, c'è la qualità della prima canzone uscita: si chiama Crystalline e la si può ascoltare qui. E' un pezzo tipicametne björkiano, sincopato e sintetico, cantato con quella voce urticante e asciutta che ha influenzato ogni artista donna da metà anni '90 in poi. Il fatto è che Björk ha suo malgrado inventato un modo di fare musica, di esprimersi, di esibirsi, di conciarsi, di gettarsi nel mondo, che in molti dopo di lei hanno imitato e che alcuni, da un certo punto in poi, hanno pure cominciato a migliorare. Un po' come succede con i grandi registi che inventano forme e linguaggi folgoranti per profondità e immediato fascino estetico (penso a Malick o a Wong, sempre in bilico tra la trascendenza e la confezione fasulla), Björk ha finito per farsi sfuggire di mano la sua stessa musica, trasformata nella sua versione rivista e talvolta meglio realizzatata da altri artisti a lei debitori: il live con i Dirty Projectors dello scorso anno è in fondo lì a dimostrarlo, con la grande artista del (recente) passato costretta a inseguire i suoi allievi e non viceversa. Oggi i Dirty Projectors sono più avanti nella ricerca melodica e compositiva di quanto non sia Björk: per cui speriamo che Biophilia, con quel titolo così björkiano da sembrare una parodia, rimetta le cose a posto o meglio ancora rilanci il discorso sul futuro della musica pop.
martedì 21 giugno 2011
OK Automatic Post
Va sempre più di moda rifare grandi album del passato, commemorazioni di anniversari o semplici attestati di stima. Quest'anno c'era già stata l'iniziativa di Bonnie Prince Billy che aveva coordinato il "ripensamento" di Seven Swans di Sufjan Stevens (ne avevo parlato qui), mentre tempo fa il sito di musica Stereogum ha rimesso in streaming e download i risultati di un'iniziativa piuttosto curiosa: chiedere a una serie di musicisti contemporanei di incidere cover di canzoni da grandi album del passato, in concomitanza di anniversari come decennali o quindicinali. E così ora sono rintracciabili gli album "ricreati" (bonus track comprese) di alcuni capolavori degli anni '90: hanno cominciato con i dieci anni da OK Computer dei Radiohead, poi hanno proseguito con i quindici per Automatic for the People dei REM e infine è arrivata la commemorazione di Post di Bjork. Tre album giganteschi, ciascuno a modo suo simbolo del decennio (soprattutto in vista di quello che sarebbe diventata la musica del Duemila), cantati da gente come i Dirty Projectors, Doveman, My Brightest Diamond, Meat Puppets, Shout Out Louds... Gruppi e musicisti non famosissimi, ma proprio per questo in grado di stravolgere gli originali quel tanto da rinnovarli e riscoprirne la grandezza. Non sempre i singoli pezzi sono entusiasmanti, ma aiutano a ripensare alla grandezza passata come modello per quella presente.
martedì 28 settembre 2010
La moda delle OST chic
Pare che far firmare la colonna sonora da un artista noto sia l'ultima frontiera del cinema hollywoodiano: sicuramente un altro modo per arricchire il curriculum di un film e dare materiale agli uffici stampa per guadagnarsi pagine sui giornali. Così ultimamente è successo che i Phoenix abbiano firmato le musiche di Somewhere (partiture anonime in una compilation molto indie: Strokes, Gwen Stefani, T-Rex, Foo Fighters, i Phoenix stessi), che Bjork abbia composto per un film d'animazione islandese e che i giornali on line di musica in questi giorni parlino molto delle canzoni di Trent Reznor dei Nine Inch Nails per The Social Network o delle musiche dei Daft Punk per il sequel di Tron, Tron: Legacy, in arrivo a Natale in tutto il mondo (tranne - indovinate un po' - in Italia). Insomma, sono mode, come sempre succede con Hollywood, e sicuramente ne arriveranno altre, ma non è detto che in mezzo ci scappi pure qualcosa di bello.
Per chi volesse, le canzoni di The Social Network si possono scaricare qui.
Mentre questa è la canzone dei Phoenix che sta in Somewhere.
Per chi volesse, le canzoni di The Social Network si possono scaricare qui.
Mentre questa è la canzone dei Phoenix che sta in Somewhere.
mercoledì 25 agosto 2010
Qualche novità
Oggi mi limito a segnalare alcune delle cose rencentemente uscite su Pitchfork, uno dei siti musicali più famosi del mondo, che da sempre promuove la musica indie e tutto ciò che nel bene e nel male si porta dietro. Come prima cosa l'arrivo di un nuovo video di Bjork, The Comet Song, primo brano ascoltabile della colonna sonora che la musicista islandese sta componendo per il film d'animazione Moomins and the Comet Chase: non so quanto sia mecente, ma nella foto che hanno pubblicato (qui a fianco) Bjork è bellissima, per certi versi più della sua musica recente. Poi un altro video, questa volta da un album uscito qualche mese, Congratulations dei super lodati (chissà poi perché, per quanto bravi...) MGMT: il video è quello della title track ed è bello. Infine, sempre per gli amanti di questa roba qui, l'arrivo di una nuova canzone dei Beach House, che si chiama White Moon. Come le altre due cose si può ascoltare direttamente su Pitchfork o ci si accede attraverso gi articoli linkati. Se vi va, ascoltate pure voi.
domenica 2 maggio 2010
Double Face
A proposito di voci femminili e della donna musicalmente più influente dagli anni '90 in poi, i cui cd ho consumato a forza di sentire, che purtroppo oggi mi sembra superata dalla stessa grandezza della sua musica, metto il link a una bellissima cover che i Radiohead hanno fatto di Unravel di Björk: se non si fosse capito è lei quella di cui ho consumato di cd. Oltre al fatto che i Radiohead le devono parecchio, pare che questa sia la canzone preferita di Thom Yorke: nell'asolo finale di pianoforte lo si capisce. Grazie a Giacomo per la segnalazione.
Radiohead Unravel
Radiohead Unravel
Iscriviti a:
Post (Atom)

