sabato 9 aprile 2011

Seven Swans Reimagined

Da qualche giorno è disponibile qui lo streaming gratuito di un'operazione discografica molto particolare: Seven Swans Reimagined. Vale a dire la riedizione, anzi la re-immaginazione di Seven Swans di Sufjan Stevens, album scritto nel 2004 in una pausa di riflessione tra i due capolavori Greetings from Michigan: The Great Lake State (2003) e Come on Feel the Illinoise (2005), e giustamente considerato minore nella sua discografia, per quanto tutt'altro che srascurabile. Senza dubbio è l'opera che porta in piena luce la radice cristiana della musica di Sufjan, l'ossessione tipicamente americana da Vecchio testamento trasformata però, e per fortuna, in una specie di invocazione fragilie e abbandonata alla grazia del divino (mi è sempre rimasto un passaggio delle liriche molto testamentarie, questo: "lost in the clouds, a voice, have no fear, we draw near"). L'idea di rivalutare un lavoro messo da parte è venuta a Bonnie Prince Billy, che ha lasciato per sé la prima traccia, All The Trees of the Field Will Clap Their Hands, e poi ha supervisionato il lavoro di altre band indie non proprio celebri, tra cui gli Haf-Handed Cloud e la David Crowder Band, che hanno inciso una versione molto bella, forse perché non troppo distante dall'originale, del pezzo più intenso dell'album, Transfiguration, che finisce con una coda synth in pieno stile The Age of Adz. Buon streaming.

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