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lunedì 2 aprile 2012

Cose per mettere un po' di link

Sufjan Stevens è da qualche giorno in tour, oltre ad aver pubblicato un EP abbastanza brutto, insieme con Serengeti e Son Lux (si chiama Beak & Claw, è firmato S / S / S, lo si trova qui, e se non c'entrasse Sufjan - e in una canzone anche Shara Worden - non mi sognerei mai di ascoltarlo: però una canzone bella, Museum Day, ce l'ha). Il tour è un esperimento tra indie e musica orchestrale condotto insieme con il giovane compositore Nico Muhly e il chitarrista dei National Bryce Dessner, che non è nuovo a cose del genere (come del resto Sufjan), facendo parte del gruppo di musica da camera Clogs. Se non sbaglio dovrebbero arrivare anche in Europa, a Londra e Amsterdam. Su Stereogum oggi è uscito il video amatoriale della prima canzone inedita del concerto, Venus (grazie a memoria esterna), e la cosa sembra interessante (poi magari esce un altro EP, un altro cazzeggio che ritarda l'album vero e proprio, che alla fine non arriva mai e fa credere a tutti che Sufjan si sia rincoglionito: la storia si ripete, insomma). Tra le novità della giornata: un nuovo video di Lynch per una canzone del suo album, Crazy Clown Time, che su Facebook il purtroppo ex regista definisce un lavoro di “follia e psicotica, stimolata dalla birra", e a guardarlo fa venire un po' di tristezza a pensare quanto il suo cinema potrebbe ancora essere potente e quanto, in fondo, non potrebbe più esserlo, e l'annuncio da parte dei Dirty Projectors di un nuovo album, Swing Lo Magellan, in uscita il prossimo luglio, a tre anni di distanza dal precedente, grandissimo Bitter Orca (che tanto per intenderci conteneva questa meraviglia): per il momento si può ascoltare una prima traccia qui.

martedì 28 giugno 2011

Crystalline

A quattro anni dalla pubblicazione del suo ultimo album, Volta, Björk sta finalmente tornando con un nuovo lavoro che si presenta come qualcosa di compiuto e non il solito cazzeggio mediatico in collaborazione con Matthew Barney che ha contraddistinto gli ultimi anni della sua carriera. A riprova del fatto che l'imminente Biophilia dovrebbe essere roba ispirata, al di là della definizione di "album/multi-media project" e di puttanate del tipo che a ogni traccia corrisponderà un'applicazione per iPad, c'è la qualità della prima canzone uscita: si chiama Crystalline e la si può ascoltare qui. E' un pezzo tipicametne björkiano, sincopato e sintetico, cantato con quella voce urticante e asciutta che ha influenzato ogni artista donna da metà anni '90 in poi. Il fatto è che Björk ha suo malgrado inventato un modo di fare musica, di esprimersi, di esibirsi, di conciarsi, di gettarsi nel mondo, che in molti dopo di lei hanno imitato e che alcuni, da un certo punto in poi, hanno pure cominciato a migliorare. Un po' come succede con i grandi registi che inventano forme e linguaggi folgoranti per profondità e immediato fascino estetico (penso a Malick o a Wong, sempre in bilico tra la trascendenza e la confezione fasulla), Björk ha finito per farsi sfuggire di mano la sua stessa musica, trasformata nella sua versione rivista e talvolta meglio realizzatata da altri artisti a lei debitori: il live con i Dirty Projectors dello scorso anno è in fondo lì a dimostrarlo, con la grande artista del (recente) passato costretta a inseguire i suoi allievi e non viceversa. Oggi i Dirty Projectors sono più avanti nella ricerca melodica e compositiva di quanto non sia Björk: per cui speriamo che Biophilia, con quel titolo così björkiano da sembrare una parodia, rimetta le cose a posto o meglio ancora rilanci il discorso sul futuro della musica pop.

sabato 5 giugno 2010

Piccoli allievi crescono

Siccome finisce che parlo sempre di cover, oggi ne segnalo una dei Dirty Projectors, gruppo della scena indie di Brooklyn diventato noto grazie all'album collettivo Dark Was the Night e alla traccia inziale Knotty Pine, cantata con David Byrne. Ora hanno rifatto I Dreamed I Saw St. Augustin di Bob Dylan (da John Wesley Harding, 1967) e l'hanno rifatta benissimo, con rispetto, malinconia, dolcezza. Di Dylan, poi, avevano già cantato anche Dark Eyes (da Empire Burlesque, 1985). Quindi, buon ascolto.

Dirty Projectors, I Dreamed I Saw St. Augustin
Dirty Projectors, Dark Eyes