Giusto due cose successe mentre ero via, poi con l'inizio della Mostra di Venezia ricomincerò a scrivere sul blog con un po' più di regolarità. Dunque... La rivista inglese Sight & Sound, dopo aver anticipato una decina di giorni fa il risultato delle votazioni per i cento film più belli di sempre, ha pubblicato anche le liste dei critici che hanno votato. Per ciascuno di essi, me compreso, ha creato una pagina apposita in cui compaiono i film votati. Qui, se vi va, c'è la mia pagina. La metterò anche qui a fianco, così, giusto per vantarmi un po'.
Nel frattempo, qualche giorno fa, Melika Bass, bravissima regista e videoartista americana, scoperta lo scorso anno durante la selezione di Onde, e inserita nel programma del Torino Film Festival con il suo splendido cortometraggio Waking Things, un oggetto così puro e limpido da sembrare un ufo nel panorama del cinema americano (un'ambientazione da medioevo, un mondo privo di coordinate temporali e spaziali, una rappresentazione pittorica da realismo ottocentesco), Melika Bass, dicevo, ha girato il video della canzone Varðeldur dei Sigur Ros. Il lavoro fa parte di un progetto legato all'ultimo album del gruppo islandese, Valtari (che dopo aver lasciato da parte al secondo ascolto ora sto riscoprendo con lento e sommo piacere), il cosiddetto Valtari Mystery Film Experiment, che prevede la realizzazione di un video per ciascuna canzone della tracklist, a firma di un regista scelto dal gruppo stesso e lasciato libero di lavorare. Tutti i lavori realizzati finora si possono vedere qui e quello di Melika Bass, ipnotico, solenne, cucito perfettamente sulla solenne malinconia della musica dei Sigur Rós, sta un metro sopra il resto. Qui poi si trova anche un bel articolo sulla realizzazione del video.
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lunedì 20 agosto 2012
venerdì 2 dicembre 2011
Onde - Venerdì 2 dicembre
Penultima giornata di festival e ultimi ospiti per Onde. Due gli appuntamenti all’interno dell’omaggio che la sezione dedica a Eugène Green: la conferenza stampa che il regista francese terrà alle 12.30 e la presentazione alle 14, al Greenwich 1, del suo ultimo film A religiosa portoguesa (in concorso lo scorso anno a Locarno), omaggio sentito, e pure sottilmente buffo, a Lisbona, le sue strade e le sue canzoni, e storia di un amore assoluto tra un’attrice e la città, tra una suora e la divinità. Nel pomeriggio, alle 17 sempre al Greenwich 1, un doppio appuntamento con entrambi i registi del tradizionale abbinamento di un corto e di un lungometraggio: la filmaker americana Melika Bass, che come scrivevo già deu giorni fa è uno stupefacente talento ancora da scoprire in Europa, autrice di un cinema unico per atmosfere e reminiscenze storiche, presenta Waking Things, storia di un rituale misterioso immerso in un medioevo indefinito; mentre l’israeliano trapianto in Germania Lior Shamriz, nel 2008 al festival con Saturn Returns, presenta il nuovo lungometraggio Mirrors for Princes, un kammerspiele luminoso sulla relazione tra un padre insicuro e un figlio inquieto, entrambi alle prese con idealismi delusi, sentimenti interrotti e radici spezzate.
mercoledì 30 novembre 2011
Onde - Mercoledì 30 novembre
Continua l'Omaggio a Eugène Green della sezione Onde del Torino Film Festival, che oggi prevede, oltre alla replica mattutina di Toutes les nuits (Greenwich 3, ore 9.00), la presentazione da parte del regista dei suoi due cortometraggi Le nom du feu e Les signes e del suo secondo lungometraggio Le Monde Vivant (Greenwich 1, ore 14.00): un tuffo nell'universo affabulatorio del regista francese, tra lupi mannari, marinai dispersi e orchi, principesse e cavalieri, narrati con il suo solito stile spirituale. Nel pomeriggio si segnala Mirrors for Princes di Lior Shamriz abbinato al cortometraggio Waking Things (Greenwich 1, ore 17.00) della filmmaker americana Melika Bass, una delle possibili rivelazioni del festival di quest'anno, un talento ancora da scoprire qui in Europa e magari tra qualche anno ritrovare. In serata, poi, il regista boliviano Martin Boulocq presenta al pubblico di Torino il suo Los Viejos (Greenvich 1, ore 19.30), ritratti di gioventù perduta, in sospensione sulla storia boliviana e sui vissuti familiari. Un film tra Sokurov e gli echi del cinema militante anni '70.
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