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lunedì 10 gennaio 2011

Lo schermo immaginario

Mi sono ripromesso di non parlare quasi mai di film, libri o dischi che non amo. La stroncatura negativa era lo sport preferito della critica fino a qualche anno fa e anche se oggi si pratica un po' meno, quella di demolire un film per il semplice piacere di distinguersi rimane una pratica soprattutto orale, specie se in coda pre-proiezione, tipo scena di Io & Annie, con il Fellini mancante di strutture coesive, il "grande tecnico del cinema" che diventa un autore indulgente, anzi "uno degli autori più indulgenti"... Ecco, per dire, quella cosa lì che Allen prendeva per i fondelli esiste ancora, ma più sovente, forse, esiste la sua controparte, vale a dire la lode a senso unico, l'esaltazione acritica del lavoro di un cineasta. Se penso ai film usciti in questi giorni, penso a Hereafter di Eastwood, che per me è un film decisamente mediocre, ma che per molti critici, pure per quelli bravi, è a tutti gli effetti un capolavoro. Perché è un film di Eastwood, naturalmente, mica per altro.