Sempre per la questione di cose dette da grandi registi, ieri ho visto un film in cui Oguri Kohei parlava a lungo del suo cinema. Oguri è un regista giapponese che in trent'anni ha purtroppo girato solo cinque film, ed è un vero peccato perché è un uomo di un'intelligenza e una cultura ammirevoli. A un certo punto Oguri parla del suo L'uomo che dorme, spiegando cosa lo distingue da un film narrativo: la chiama la teoria dei vasi non-comunicanti. Che più o meno è questa: in un film narrativo ogni scena è un vaso pieno d'acqua che a poco a poco si svuota, passando l'acqua a un vaso successivo, che si riempie a sua volta e poi si svuota passando l'acqua a un altro e così via fino alla fine del film.