Venerdì uscirà nelle sale Uomini di Dio, il film francese di Xavier Beauvois che a Cannes ha vinto il Grand Prix della Giuria. Racconta la storia vera di sette monaci cattolici che vivevano sulle montagne dell'Algeria, che convivevano pacificamente con la gente del luogo, di fede musulmana, e che vennero uccisi dai fondamentalisti islamici, durante la guerra civile, nel maggio 1996. Un film toccante, senza fronzoli, semplice e lineare come gli uomini di cui parla, da interpretare non seguendo il fuorviante titolo italiano, ma riandando al titolo originale francese, Des hommes et des dieux, che parla "di uomini e di dei", perché sono gli esseri umani nel loro sforzo di convivenza e nell'onestà della loro fede i veri protagonisti. Il film di Beauvois è un gesto cordiale verso gli spettatori, non chiede altro che partecipazione emotiva: lo si capisce a un certo punto, quando durante una cena i sette monaci ascoltano un'aria dal Lago dei cigni di Čajkovskij, questa, la più famosa, quella che tutti conoscono, anche chi, come me, di classica sa poco o nulla.
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martedì 19 ottobre 2010
venerdì 15 ottobre 2010
Boonmee, scimmioni, pesci gatto, principesse, monaci...
Oggi esce Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Apichatpong Weeresethakul (solo con titolo e regista si occupa mezzo post), il film che ha vinto meritatamente la Palma d'oro a Cannes lo scorso maggio. Uso il grassetto per sottolineare il fatto che il premio fosse meritato soprattutto in quel tipo di festival, dove il film emergeva come una boccata d'aria in un mare preoccupantemente vecchio e stantio. Per chi già conosce il cinema di Weeresethakul, la sua nuova opera non sorprenderà attese e previsioni, semplicemente va a chiudere nel migliore dei modi un progetto dedicato alla memoria dello zio Boonmee, al suo legame con il mondo animale e naturale nella foresta malese. Ma per chi invece non fosse troppo pratico del cinema d'autore, con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti potrebbe trovare esattamente la realizzazione di tutti i suoi incubi: ritmi catatonici, presenze misteriose, silenzi prolungati. Eppure potrebbe essere sorpreso, conquistato, ammaliato.
venerdì 14 maggio 2010
Cannes 63 - Life Is Long
Il titolo di questo post viene da una canzone di David Byrne e Brian Eno contenuta nell'album del 2008 Everything That Happens Will Happen Today. L'intero album o quasi fa da colonna sonora alla seconda puntata di Wall Street di Stone, che si distingue dall'originale per l'eloquente sottotitolo Money Never Sleeps. La vita è lunga, però, è anche un commento per il film: perché di anni dal mito di Gordon Gekko ne sono passati 23 e sembra proprio un'era fa. L'era di Reagan e di Easton Ellis, dei brat pack e delle case fighette coi muri in mattoni al vivo. Sembra un'era fa per noi. Per il cinema invece è ancora il presente, perché l'idea di mitologia dell'immagine viena ancora da lì, nella creazione di figure leggendarie che nel bene e nel male ci identificano.
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