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venerdì 15 ottobre 2010

Boonmee, scimmioni, pesci gatto, principesse, monaci...

Oggi esce Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti di Apichatpong Weeresethakul (solo con titolo e regista si occupa mezzo post), il film che ha vinto meritatamente la Palma d'oro a Cannes lo scorso maggio. Uso il grassetto per sottolineare il fatto che il premio fosse meritato soprattutto in quel tipo di festival, dove il film emergeva come una boccata d'aria in un mare preoccupantemente vecchio e stantio. Per chi già conosce il cinema di Weeresethakul, la sua nuova opera non sorprenderà attese e previsioni, semplicemente va a chiudere nel migliore dei modi un progetto dedicato alla memoria dello zio Boonmee, al suo legame con il mondo animale e naturale nella foresta malese. Ma per chi invece non fosse troppo pratico del cinema d'autore, con Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti potrebbe trovare esattamente la realizzazione di tutti i suoi incubi: ritmi catatonici, presenze misteriose, silenzi prolungati. Eppure potrebbe essere sorpreso, conquistato, ammaliato.