Visualizzazione post con etichetta Brad Pitt. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Brad Pitt. Mostra tutti i post
sabato 28 gennaio 2012
L'arte di rinunciare
Ieri è uscito L'arte di vincere, il film sul baseball che lo scorso novembre aveva aperto il Torino Film Festival interpretato da Brad Pitt e co-sceneggiato da Aron Sorkin. Un film sorprendente che parla non tanto del baseball, quanto della sua filosofia: e dunque può piacere anche a chi, come me, del baseball non ha mai capito niente. Perché L'arte di vincere parla di rivoluzioni, di sconfitte che fanno cambiare, di battaglie perse e di guerre vinte; essendo poi realizzato in tempi di crisi, rilegge il sogno americano in chiave rinunciataria, un po' come il recente Monsters stravolge il mito familiare in forma di negazione: "Non voglio tornare a casa", è l'ultima, clamorosa battuta della protagonista femminile del film. La cosa bella di L'arte di vincere è che anche un profano comincia a capire perché gli americani siano così legati al baseball, ché forse nemmeno loro capiscono bene cosa succeda sul diamante ma in qualche modo riscattano le sue pause e i suoi numeri, le sue azioni senza significato e i suoi gesti scaramantici, con una dose massiccia di romanticismo, o meglio ancora - essendo americani - con un umanesimo da uomo della strada. La sequenza di repertorio con il tizio goffo che cade rovinosamente senza accorgersi di aver fatto un fuori campo, sarà anche fatta apposta per commuovere, ma fa veramente venire i lacrimoni. Se la mettiamo così, allora è vero che il baseball è come un grande romanzo. Come per noi un racconto di Soriano sul calcio o un articolo di Brera. Di quella retorica lì, con l'elogio dei difensori rocciosi o dei portieri con la brillantina, potremmo anche essere stanchi: ma del baseball, proprio ora che abbiamo cominciato a capirci qualcosa, ancora no.
venerdì 25 novembre 2011
Onde - Venerdì 25 novembre
In attesa dell'apertura ufficiale di questa sera, con la Morante, la Cruz, Gianni Amelio, Kaurismaki, il film con Brad Pitt, e l'ennesimo inutile tentativo da parte mia di capire come si giochi a baseball (oppure è il football, non ricordo: in ogni caso pazienza, tanto non ci capirei comunque una mina), nella sua giornata inaugurale del 29° Torino Film Festival, nella la sezione Onde, offre al pubblico le proiezioni anticipate di alcuni dei titoli più attesi della sua selezione. In serata, infatti, sarà già possibile vedere Hanezu di Naomi Kawase (Massimo 3, ore 19.15), Twenty Cigarettes di James Benning (Greenwich 1, ore 19.45) e Sleepless Nights Stories di Jonas Mekas (Greenwich 1, ore 22.00), mentre nel pomeriggio inizia la carrellata sul cinema di Eugène Green col suo film d'esordio, Toutes les Nuits (Reposi 4, ore 17.00). Da segnalare anche il melodramma giovanile taiwanese Honey PuPu di Hung-i Chen (Greenwich 1, ore 17.00).
domenica 24 ottobre 2010
Save the date!
Finalmente si sa quando uscirà il film più atteso della storia. Non tanto perché sia un evento, anche se un po' lo è, ma perché se ne parla da così tanto tempo che l'attesa ha creato la dimensione del mito e quasi non si sapeva più se si sarebbe visto un film a quanto si dice finito di girare due anni fa e poi lasciato nel limbo della post-produzione e nell'iperuranio delle dicerie (un inizio con gli angeli sulle nuvolette, l'uso dell'Imax, i dinosauri... che cacchio di roba sarà?). Ora invece si sa: The Tree of Life di Terence Malick, il filmone sulle origini delle umanità e sull'America degli anni '50 con Sean Penn e Brad Pitt, uscirà il 27 maggio 2011. L'ha scritto oggi il New York Magazine, chiedendosi anche se sarà un titolo in grado di reggere la concorrenza spietata delle programmazioni estive. Problemi loro, in ogni caso. Qui come al solito lo vedremo con mesi di ritardo, sempre che la probabile première a Cannes non faccia da traino all'uscita europea. Vedremo. Intanto è già qualcosa sapere che lo vedremo.
Iscriviti a:
Post (Atom)
