domenica 18 settembre 2011

Hearts

E' domenica, il tempo fa pietà, quello che si legge su tutti i giornali d'Italia ancora di più, e allora io mi metto ad ascoltare musica deprimente, che poi forse deprimente non è, perché uno la sente, si sfoga e poi sta meglio. Quello che ascolto si chiama Hearts, album del gruppo esordiente I Break Horses, duo svedese composto da Maria Lindén e Fredrick Balck (probabimente ben insierito, visto che a produrre è la Bella Union), che ricorda da vicino i connazionali JJ, vale a dire evocativo e pop, impressionista e un po' tironre, con la tipica malinconia congenita dei nordici, i crescendo rock che ricordano i primi album dei Radiohead e un'atmosfera naturalmente new wave anni '80, ché ormai di quella roba lì non si può più fare a meno. L'impianto, insomma, non è originalissimo, ma nel complesso è coinvolgente ed emozionante - se si accetta di farsi coinvolgere ed emozionare dal pop melodico suonato su un promontorio a picco sul mare, col vento in faccia e due gradi di temperatura. E in più questa volta c'è una natura selvaggia o anche solo adolescenziale che dà energia alla musica. Per chi volesse, dal sito ufficiale della band si possono ascoltare due tracce dell'album: quella d'apertura, Winter Beats, è bellissima e dà la misura dell'intero disco.

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