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sabato 26 giugno 2010

Cover e altre perle

Il sito musicale Indie Rock Café, che per fortuna usa poche parole e mette tanti streaming, ieri proponeva diverse cover realizzate di recente da gente famosa: le trovate qui e le potete ascoltare una per una oppure, al fondo a destra, attivare la smart radio. Sono tutte versioni piuttosto belle, ma le cose migliori sono i Radiohead che rifanno On the Beach di Neil Young e Jens Lekman che canta dal vivo, e in modo sorprendente, You Can Call Me Al di Paul Simon. Dopo averle ascoltate mi sono ricordate di due cose stupende che non vedevo da tempo: un'altra cover dei Radiohead da Neil Young, After the Gold Rush, dove la voce di Yorke raggiunge vette strazianti, e il video di You Can Call Me Al, con Paul Simon e Chevy Chase che cantano impassibili e fingono di suonare: una delle cose migliori prodotte dai nefasti anni '80, puro cazzeggio situazionista alla Andy Kaufman. Se me lo chiedessero, lo votereri video più bello di sempre.

lunedì 10 maggio 2010

Le canzoni degli altri

Le cover delle grandi canzoni sono sempre un azzardo. E anche quando sono meglio dell'originale restano esercizi di stile non richiesti. Eppure, visto quanto va di moda, deve essere parecchio divertente mettersi a rifare pezzi famosi e cercare di restare fedeli a se stessi mentre si tradiscono gli altri. Beck ci ha fondato addirittura un Record Club, una banda di amici che tra l'improvvisazione e il cazzeggio rifà grandi album come i Velvet della banana o Songs of Leonard Cohen. Sempre i Velvet sono invece rifatti in uno degli album più belli dell'anno, uscito da pochissimo, BKO dei Dirtmusic, un gruppo che mescola rock, blues e afro e che nonostante il rischio della tendenza culturale trova sempre un suono potentissimo. Buon ascolto.

Beck Hey, That's No Way to Say Goodbye
Dirtmusic All Tomorrow Parties