
Sul numero dell'Espresso della scorsa settimana c'era un bell'
articolo di Alessandro Piperno (scrittore sopravvalutato ma di ottime letture) su
Saul Bellow. Tutto parte dalla pubblicazione in America di una serie di
lettere che il più grande scrittore americano dal dopoguerra a oggi (se qualcuno non è d'accordo, lo legga prima di parlare) ha scritto ad amici e colleghi, come Malamud, Roth, Faulkner, Cynthia Ozick, Amis, ma poi si allarga a riflessioni sulla difficoltà di leggere i suoi romanzi e in generale sulla
noia della letteratura d'autore. Piperno nota come Bellow sia sparito dalle librerie e come la sua figura sia stata imbalsamata, considerata imprescindibile ma poco conosciuta.